STORIA
DELLE TECNICHE
Già in età primitiva il ricordo e la trasmissione
di informazioni avveniva in forma visiva, con graffiti
e dipinti. L’utilizzo delle immagini viene in seguito
sfruttato nei primi rudimenti di scrittura come nei geroglifici
egizi.
Una vera e propria conoscenza e utilizzo consapevole dei
principi di funzionamento mnesici si ebbe nella civiltà
greca, la quale si caratterizzò sempre per un’alta
considerazione della memoria così da impersonificarla
nella dea Mnemosyne, da cui la parola mnemotecnica deriva.
Essa fu madre da Zeus delle Muse, dee della danza, della
tragedia, della commedia, dell’amore, della storia
e dell’astronomia, della poesia epica e lirica,
degli inni e della musica. Le diverse espressioni artistiche
nacquero quindi da un’unione delle capacità
di memorizzazione ed energia.
Il poeta lirico greco Simonie di Ceo (556 ca.- 468 a.C.),
considerato il fondatore delle mnemotecniche, sapeva già
che la memoria opera visivamente, per immagini e successioni
logiche e ordinate di immagini e che una loro precisa
disposizione è condizione indispensabile per garantire
un sicuro ricordo.
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